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Home›Internet›Silk Road: Idea di Libertà o Solo Criminali? (Parte 2)

Silk Road: Idea di Libertà o Solo Criminali? (Parte 2)

By andyllon
20 Aprile 2017
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Se non lo avete ancora fatto, prima di proseguire con questo articolo, vi conviene leggere la prima parte raggiungibile qui: SILK ROAD: Idea di Libertà o Solo Criminali? (Parte 1)

Ci eravamo lasciati con la promessa di spiegare più nel dettaglio cosè Silk Road, come è nato e cosa si prefiggeva, quindi partiamo da qui e addentriamoci nel mondo nebbioso delle Darknet e degli Anonymous Marketplace e di come si è arrivati all’individuazione e la cattura di Dread Pirate Roberts.

La storia di come Ulbricht ha fondato Silk Road, di come è diventata un’operazione da 1,2 miliardi di dollari e di come le forze dell’ordine federali l’hanno chiusa è complicata, è una storia oscura ma per certi versi assolutamente affascinante.

Ross è cresciuto ad Austin, in Texas, ed è sempre stato intelligente ed affascinante. Era stato per un periodo anche un Boy Scout, cresciuto in una famiglia unita. Trascorrevano le estati in Costa Rica dove i genitori di Ross avevano costruito una serie di rustiche case di bambù alimentate a energia solare, vicino a un punto isolato dove Ross aveva imparato a fare surf. Al liceo, “Rossman”, come lo chiamavano gli amici, guidava una vecchia Volvo, fumava molta erba e otteneva ancora un bel punteggio di 1460 al test di intelligenza SAT. Per gli amici, Ross era spensierato ma anche premuroso.

Ross ha ottenuto una borsa di studio presso l’Università del Texas a Dallas e si è laureato in fisica. Da lì ottenne una borsa di studio alla Penn State, dove eccelleva come studente. Il ragazzo però non era contento dei risultati che otteneva con fatica tramite la ricerca di laboratorio. Fin dal college aveva esplorato le sostanze psichedeliche e letto la filosofia orientale. Alla Penn State, Ross ha parlato più volte apertamente con gli altri studenti della sua volontà di cambiare campo. Ha postato online il suo disincanto nei confronti della scienza e il suo nuovo interesse per l’economia. Era arrivato a vedere la tassazione e il governo come una forma di coercizione, imposta dal monopolio statale sulla violenza. Il suo pensiero fu fortemente influenzato dall’economista austriaco Ludwig von Mises, un totem della moderna ortodossia libertaria americana. Secondo von Mises, un cittadino deve avere la libertà economica per essere politicamente o moralmente libero. E Ross voleva essere libero.

Dopo aver terminato il master nel 2009, è tornato ad Austin dove si è fatto raggiungere da Julia, la sua fidanzata del tempo e di lì a poco lasciò la scuola, insieme presero un appartamento economico, molto angusto. Nei periodi successivi Ross ha provato il “day trading” finanziario, ma non è andata bene, ha fondato un’azienda di videogiochi e anche quella fallì. Le battute d’arresto furono devastanti. Non voleva solo provarci; Russ voleva fare, voleva riuscire ad emergere dalla mediocrità economica. Durante questo periodo, il suo vicino di casa, Donny Palmertree, invitò Ross a lavorare con lui su “Good Wagon Books”, un’azienda che raccoglieva libri usati e li vendeva in negozi digitali come Amazon e Books-A-Million. A Ross l’ idea piacque e creò il sito web di Good Wagon, imparando a gestire l’inventario e scrivendo uno script personalizzato che determinava il prezzo di un libro in base alla sua classifica su Amazon.

Nel tempo libero Ross leggeva, faceva escursioni, migliorava il suo yoga e, come ricorda con affetto Julia, faceva “tanto, tanto sesso fantastico“. Ma discutevano anche di politica (lei era democratica), di soldi (quello che lui chiamava “frugale”, lei chiamava “economico”) e della loro vita sociale (lei festeggiava più di lui). La loro relazione divenne burrascosa, con frequenti rotture. Nell’estate del 2010 si separarono nuovamente. Aveva il cuore spezzato, e in seguito ha raccontato a una donna che ha incontrato su “OkCupid” che di recente si era innamorato e che stava cercando di superarlo.

Ross era alla deriva. “Ho vissuto molte cose durante l’anno nelle mie relazioni personali“, ha scritto in un diario sul suo computer, una sorta di autovalutazione degli obiettivi di vita. “Avevo lasciato la mia promettente carriera di scienziato per diventare consulente per gli investimenti e imprenditore e sono rimasto a mani vuote”. Non molto tempo dopo dato che il suo vicino Donny Palmertree trovò lavoro a Dallas, lui divenne amministratore unico di “Good Wagon”. Per Ross era un nuovo inizio, per anni, tutto ciò che aveva desiderato era essere responsabile di qualcosa e finalmente lo era.

Nel magazzino di Good Wagon, Ross ha supervisionato e assunto cinque studenti universitari part-time che smistavano, registravano e organizzavano i 50.000 libri sugli scaffali da lui stesso costruiti. Quel dicembre fu il mese migliore per Good Wagon, incassando la somma di circa 10.000 dollari. Ma alla fine del 2010, il nuovo CEO di Good Wagon guardava oltre il business dei libri. Durante le sue incursioni nel trading, Ross aveva scoperto i bitcoin, la criptovaluta digitale. Il valore del bitcoin, basato solo su fattori di mercato, non legato ad alcuna banca centrale, era in linea con la sua progressiva filosofia libertaria. Sulla sua pagina LinkedIn, Ross scriveva di voler “utilizzare la teoria economica come mezzo per abolire l’uso della coercizione e dell’aggressione tra l’umanità”.

A tal fine Ross ha avuto un lampo di intuizione. “L’idea”, scrisse nel suo diario, “era quella di creare un sito web dove le persone potessero acquistare qualsiasi cosa in modo anonimo, senza alcuna traccia che potesse ricondurre a loro”. Ha scritto che “stava studiando la tecnologia da un po’, ma aveva bisogno di un modello di business e di una strategia“.

Poi, una notte all’inizio del 2011, Good Wagon crollò. Nel senso letterale. Ross stava lavorando fino a tardi, da solo nel magazzino, quando sentì un enorme schianto: il rumore della biblioteca che cadeva a pezzi. Aveva progettato attentamente l’intero sistema ma in qualche modo aveva dimenticato due viti vitali, quelle che tenevano tutto insieme; gli scaffali vennero giù come tessere del domino. Quando Ross ha dato la notizia a Palmertree, ha anche ammesso che il suo cuore non era più in Good Wagon. Hanno deciso di chiudere l’azienda, senza rancore. Ha detto a Palmertree che aveva già una nuova idea imprenditoriale: “qualcosa di veramente grande”.

Silk Road è stato lanciato a metà gennaio 2011. Lui divenne il primo venditore del marketplace e pochi giorni dopo è arrivata la prima transazione, poi la seconda, poi la terza. Alla fine Ross vendette tutta la scorta di funghi allucinogeni che aveva inserito sul sito e altri venditori iniziarono ad unirsi. All’ inizio gestiva tutte le transazioni manualmente, il che richiedeva molto tempo ma era esaltante. Non passò molto tempo prima che un numero sufficiente di venditori e utenti lo rendessero un mercato funzionante e in crescita.

Poco prima del lancio, di fronte al nuovo anno che stava per iniziare, Ross aveva deciso di cambiare vita. Nel 2011 scrisse a se stesso, “sto creando un anno di prosperità e potere superiore a quanto abbia mai sperimentato prima. Silk Road diventerà un fenomeno e almeno una persona me ne parlerà, senza sapere che io ne sono stato il creatore”. Ed effettivamente i successivi due anni saranno per lui l’apice ed allo stesso tempo la fine della sua carriera.

L’agente speciale Carl Mark Force IV era mezzo addormentato quando l’ispettore postale cominciò a parlare di qualcosa di strano negli smistatori di pacchi. “Voglio solo che tutti lo sappiano“, ha detto l’ispettore, consegnando il suo rapporto in una sala conferenze piena di personale delle forze dell’ordine annoiato. “Abbiamo problemi con la droga che arriva per posta.” Quel giorno era presente anche Force, un agente della DEA con sede a Baltimora che partecipava a una riunione regionale tra agenzie, un periodico confronto con analisti dell’FBI, della DEA, dell’IRS e della Homeland Security. “Proviene da un sito clandestino di droga”, riferì l’ispettore postale, “chiamato Silk Road“.

Quando Force sentì parlare di Silk Road, era passato quasi un anno dalla pubblicazione del marketplace. Il sito era stato modellato sulla falsariga di Amazon ed eBay. Ed ecco come appariva: un mercato comunitario ben organizzato, completo di profili, elenchi e recensioni delle transazioni. Tutto era anonimo e le spedizioni spesso venivano effettuate tramite il vecchio servizio postale regolare. Non c’è bisogno di nomi falsi: metti il tuo vero indirizzo e, se qualcuno te lo chiede, dici semplicemente che non hai ordinato tutta quell’eroina!

La “Guida del venditore” di Silk Road conteneva istruzioni utili su come sigillare sottovuoto o nascondere in altro modo i farmaci per eludere i sensori elettronici o gli organi olfattivi canini. La maggior parte delle spedizioni è arrivata a clienti soddisfatti. Il fatto che la piccola percentuale di pacchi di Silk Road intercettati fosse in aumento dava contezza del volume in rapida crescita degli scambi del sito, un vasto catalogo che copriva dozzine di categorie con quasi 13.000 articoli. Ci si poteva trovare di tutto, dalla cocaina colombiana a squame di pesce, all’ eroina afghana, LSD alla fragola, hashish al gusto caramello, scaglie di cocaina pura, Ecstacy, MDMA di vari colori, un’eroina di catrame nero chiamata liquirizia del diavolo e molto altro.

Poi c’era la sezione dei farmaci da prescrizione per cui era richiesta ricetta medica e ci si poteva trovare un pò di tutto dall’Oxycontin allo Xanax, il Fentanyl o il Dilaudid. Le descrizioni dei prodotti e le valutazioni degli utenti di Silk Road costituivano una fonte di informazioni enciclopediche. Tra le varie valutazioni postate si poteva leggere ad esempio quella inserita da un acquirente soddisfatto che indicava un prodotto con “una bella lucentezza e fornisce un’ondata di euforia e fiducia”. Un altra recensione su alcuni cristalli di MDMA ha osservato che avevano “una bella effervescenza e un filo di fumo =].” Le recensioni e gli standard della comunità hanno dato un grande valore al servizio clienti su Silk Road, il che attirò sempre più utenti, aumentandone ulteriormente la reputazione, fino a quando Silk Road è diventata la destinazione principale per le vendite di sostanze illegali digitali degli Stati Uniti.

Le forze dell’ordine che nel 2011, dopo aver scoperto il marketplace illegale, si erano trovate sorprese dalla fama che aveva acquisito SIlk Road non credendo arrivasse a trattare quel volume di affari che nel periodo d’oro arrivò a superare il milione di transazioni mensili, nel gennaio del 2012, grazie alla “Homeland Security Agency” istituirono una task force per seguire il caso Silk Road, e prima che se ne rendesse conto, l’ Agente speciale Force era ad un summit di Silk Road, dove lui e altri 40 agenti frugavano scatole di ciambelle e guardavano presentazioni PowerPoint piene di informazioni tecniche sulla rete tor, sui nodi e sui livelli TCP/IP.

La task force formatasi per affrontare Silk Road, che diede al caso la denominazione di “Operazione Marco Polo“, per rimanere in tema visto il nome del sito che riprendeva quella “Via della Seta” descritta proprio dall’avventuriero nei suoi resoconti di viaggio, aveva sede presso l’ufficio investigativo sulla sicurezza nazionale di Baltimora. Quanto Force fece accesso al portale di Silk Road si accorse quasi subito che dietro al tutto vi era un solo pseudonimo, quel “Dread Pirate Roberts” che successivamente sarà collegato a Russ Ulbricht. Utilizzare questo appellativo è stato un ulteriore tocco di classe che diede maggior valore al sito, in quanto l’dea di una identità malleabile, anonima ma duratura nel tempo non faceva altro che aumentare il fascino enigmatico di Silk Road. Force era incuriosito dal fatto che chiunque indossasse questa maschera digitale di “Dread Pirate Roberts” sedeva al vertice di un impero fiorente, con giro di affari che superava anche quello di alcuni cartelli colombiani. Force disse al suo capo che Silk Road era un “bersaglio di opportunità”. Ma non era esperto con i computer e non sapeva nulla di Bitcoin per cui decise di imparare.

Era l’una di notte passata, di un giorno qualsiasi della primavera del 2011, e Chris Tarbell, un giovane agente stava redigendo le carte a seguito dell’arresto di tale Ector Xavier Monsegu, preso quella notte nelle Jacob Riis Houses nel Lower East Side. Monsegur era un portoricano enorme, con le orecchie tempestate di diamanti, conosciuto anche con lo pseudonimo “Sabu”, cofondatore di LulzSec, il gruppo d’élite di hacker responsabile dell’attacco elettronico a dozzine di obiettivi aziendali e governativi come News Corp. e la CIA. Sabu era il membro di più alto profilo di Anonymous, il collettivo politico di “hacktivisti”. Tarbell era riuscito a seguire una pista cieca dalla hotline pubblica dell’FBI fino a Sabu. Dopo diverse pressioni e garanzie di accordo sulla pena, riuscì a coinvolgerlo nell’FBI come informatore. Questo è stato un colpo notevole per Tarbell, soprattutto perché era ancora un agente alle prime armi.

Tarbell aveva sempre avuto il poliziotto dentro di sé, anche quando i suoi genitori pensavano che sarebbe diventato un medico. Al college era un powerlifter, sollevatore di pesi, uno spettacolo insolito alla James Madison University, una scuola preppy nella Shenandoah Valley. Quando Tarbell finì il college, intuì dove era diretta la polizia e ottenne un master in informatica. All’inizio non capiva la programmazione. Ma aveva capito che quello era il futuro, quindi seguì dei corsi specifici prendendosi l’ attestato come esperto di informatica forense, e lavorando all’inizio come civile per l’FBI. Tarbell ha trascorso i successivi quattro anni viaggiando per il mondo con attività forensi globali, rintracciando terroristi, pedopornografi e botnet, mostrando grande talento nello scoprire tracce digitali. Pensò a come il regno virtuale sembrasse magico, un mondo segreto, poco compreso; e come tutti i regni magici, era pieno di ciarlatani e praticanti di arti oscure. Pochi riuscivano a decifrare quei segreti e a Tarbell piaceva essere uno di loro, per cui decise di entrare definitivamente nell’ FBI, e dopo aver seguito il corso a Quantico, fu assegnato all’ufficio di New York, sede della nascente divisione criminalità informatica dell’FBI. A questo contribuì molto anche la cattura dell’inafferrabile Sabu la cui credibilità e fama online tra gli hacker era inattaccabile. E grazie proprio all’aiuto di Sabu nove mesi dopo il suo fermo furono effettuati decine di arresti, mettendo gravemente fuori combattimento due dei più grandi gruppi hacker del mondo.

Dopo LulzSec, Tarbell cercò un nuovo caso importante. Si interessò a Tor, il software di crittografia che consentiva agli utenti di visitare siti come Silk Road. La crittografia di Tor è così stratificata che gli agenti pensavano che fosse indistruttibile. Quando le indagini sulla criminalità informatica colpivano un IP Tor, si arrendevano. La presunta impossibilità non faceva altro che attrarre Tarbell. Dopo aver superato le reticenze dell’ Ufficio SAC dell’ FBI, Tarbell riuscì a far aprire il primo caso contro la rete Tor nel febbraio 2013 con l’operazione “Onion Peeler”. A quel punto diverse agenzie governative si erano interessate al Darkweb ma solo Tarbell intuì che le tecniche d’indagine tradizionali non avrebbero portato a nulla, ma bisognava andare a colpire direttamente la cima della catena.

Nel frattempo Ross che si divideva tra la gestione di Silk Road e le sue attività ludiche tra cui la sua più grande passione, il surf, si accorse che l’utilizzo del suo bazar delle droghe online era letteralmente esploso nel mese di giugno 2011 tanto che ebbe bisogno di supporto tecnico per mantenere il sito, gestire le transazioni e aggiungere funzionalità come pagamenti automatici e un migliore sistema di feedback. Fino ad allora aveva fatto tutto da solo, programmando transazioni automatizzate e utilizzando CodeIgniter per scrivere e riscrivere il sito dopo che un hacker benevolo lo aveva avvisato di alcuni importanti difetti, registrando nel suo diario le insidie ​​della gestione di una startup improvvisata. All’inizio, Ross si era rivolto a Richard Bates, un amico del college che lavorava come ingegnere informatico ad Austin. Bates aiutò Ross con la programmazione di base e si occupò delle crisi come la prima grande interruzione del sito. Quando Silk Road decollò, Ross cercò anche di assumere Bates, senza riuscirvi, ed in uno degli scambi di email tra i due, Bates scriveva a Ross: “Hai mai pensato di fare qualcosa di legittimo?“, “Qualcosa di legale?“

Ross in effetti non era davvero interessato a quanto prospettato da Bates, anzi, dopo essere uscito da una serie di fallimenti precedenti, era più che mai deciso a far funzionare SIlk Road, tanto da lasciarsi nuovamente con Julia e spostandosi per un periodo in Australia, dove arrivò con un conto in banca di 100.000 dollari ed un guadagno netto di 25.000 dollari al mese grazie alle commissioni del sito. A quel punto decise che Silk Road avrebbe dovuto evolversi, come scrisse nel suo diario, “per… portare il sito al livello successivo“. Parte del problema era che Ross era alle prese con ciò che gli hacker chiamano sicurezza operativa, o opsec. Per separare completamente le sue due identità, Ross si rese conto, sarebbe stata necessaria una sorta di spietata ed elaborata segretezza. Ha fatto appello a Bates affinché restasse in silenzio. Più tardi, Ross disse al suo amico di aver venduto Silk Road a un misterioso acquirente.

Quando Silk Road aprì, gli utenti e i venditori sapevano solo che c’era un amministratore di sistema che aveva stabilito la struttura concettuale del sito sia come mercato della droga che come esperimento libertario. C’era un’etica di base per quell’esperimento. Alcuni degli utenti di Silk Road erano puristi che sostenevano la piena autonomia nelle transazioni – se si trattava di eroina, perché non di armi e organi umani? – ma l’amministratore elaborò un rigido codice di condotta. Niente pornografia infantile, beni rubati o titoli di studio falsi. Riassumendo il tutto in questo modo: “Le nostre regole di base sono trattare gli altri come vorresti essere trattato e non fare nulla che possa ferire o truffare qualcun altro”.

Col passare del tempo, l’amministratore è diventato una voce importante, teorico del sito e sostenitore della libertà individuale. Ma le idee hanno bisogno di un vero leader. Questo ruolo, decise Ross, era troppo importante per rimanere senza nome. “Chi è Silk Road?” ha pubblicato l’amministratore nel febbraio 2012 nella comunità. “Io sono Silk Road, il mercato, la persona, l’impresa, tutto… ho bisogno di un nome.” “Rullo di tamburi, per favore…“, fu il drammatico annuncio. “Il mio nuovo nome è Dread Pirate Roberts.“

Il fatto di darsi un nome, e quindi una sorta d’identità non ha fatto altro che dare ulteriore risalto e fama alla piattaforma che non era più vista come solo un semplice marketplace di sostanze illegali, ma anche come un vero e proprio culto della personalità. DPR è stato premuroso e talvolta eloquente. Per i credenti, la Via della Seta era più di un mercato nero; era un santuario. Per DPR il sito rappresentava in pratica una polemica politica. “Smettetela di finanziare lo Stato con i soldi delle vostre tasse”, ha scritto DPR, “e indirizzate le vostre energie produttive nel mercato nero”. DPR è diventato più grandioso nel tempo, scrivendo che ogni transazione su Silk Road era un passo verso la libertà universale.

In un certo senso, Silk Road è stata la logica estensione della visione libertaria che anima gran parte di Internet (per non parlare della crescente ondata politica a Washington). Era la Silicon Valley in extremis, una tecnologia dirompente avvolta nella retorica politica. E DPR ne era il re filosofo, immaginando un’economia digitale post-statale, con Silk Road come primo passo verso un paradiso libertario. Non solo Silk Road è stato uno schiaffo in faccia alle forze dell’ordine, ma è stata anche una sfida diretta, come ha scritto DPR, alla struttura stessa del potere.

Una ragione in più, ovviamente, per cui il governo ha voluto chiuderlo. Ross era stato lusingato dall’improvvisa attenzione dei media nel giugno 2011, ma quando il senatore americano Charles Schumer convocò una conferenza stampa per denunciare Silk Road, si allarmò. “Il governo degli Stati Uniti, il mio principale nemico”, ha scritto, “era a conoscenza di me e… chiedeva la mia distruzione”.

Aprile 2012,
nob proposta commerciale
Signor Silk Road,
Sono un grande ammiratore del tuo lavoro. Geniale, assolutamente geniale! Sarò breeve e verrò subito al punto. Voglio comprare il sito. Sono nel settore da oltre 20 anni. SILK ROAD è il futuro del commercio.
Cordiali saluti,

Force ha scritto questo messaggio da uno dei due laptop governativi che gli sono stati forniti per la sua missione sotto copertura su Silk Road. Si era costruito un’identità elaborata: Eladio Guzman, un agente del cartello con sede nella Repubblica Dominicana che in qualità di distributore di pane e burro trasportava spedizioni di medie dimensioni di eroina e cocaina. Su Silk Road era conosciuto con lo pseudonimo di “Nob”, dal nome della città biblica in cui Davide ottiene la spada di Golia. E per dare credito al suo personaggio, dato che Guzman era cieco da un occhio, force dopo aver indossato una felpa con cappuccio e una benda sull’occhio si fece scattare una foto da sua figlia che utilizzò poi come foto del proprio profilo. Nella foto, Force, alias Guzman, alias Nob, mostrava un cartello: tutti salutano Nob.

Mettendosi nei panni di un contrabbandiere, Force ha visto la forza di Silk Road nelle comunicazioni e nella distribuzione. Da qui la sua grande mossa iniziale: per Guzman, Silk Road offriva l’opportunità di un’integrazione verticale segreta, dal commercio all’ingrosso al dettaglio. Force sperava di ottenere un riscontro alla sua richiesta, ed infatti Il giorno dopo la proposta di Nob, Dread Pirate Roberts scrive: “Sono aperto all’idea. Cosa avevi in ​​mente?“

Tarbell era al lavoro, al ventitreesimo piano dell’ufficio dell’FBI di New York, presto come al solito. Era il tipo di persona che voleva essere il primo in ufficio. Lo era sempre stato, fin dai tempi del college, quando aveva iniziato a organizzare tutta la sua vita su fogli di calcolo. Trbell e i suoi colleghi cyberpoliziotti occupavano un paio di dozzine di posti verso il retro del bullpen, disposti a ventaglio attorno a un gruppo centrale di scrivanie chiamato Pit. Si trattava di un immobile di prima qualità, dove sedevano i ragazzi fantastici della cricca informatica dell’FBI. Tor era un problema fastidioso. Tarbell pensava che avesse dei vantaggi, ma credeva anche che tutte le tecnologie potessero avere i loro scopi corrotti. In un contesto criminale, come nel caso di Silk Road, Tor ha reso le classiche forze dell’ordine – bussare alle porte, intervistare testimoni, fare accordi – quasi inutili. Certo, potresti iniziare a mettere insieme la rete o avvicinarti a DPR, ma avresti comunque solo nomi utente. Questo non era un caso umano, pensò Tarbell. Questo era il caso di un computer. Il percorso verso DPR passava attraverso il suo server. Trovarlo è stata una sfida tecnica spaventosa. Su 1,5 miliardi di computer nel mondo, Tarbell iniziò a pensare a una sola macchina, giorno dopo giorno. Potrebbe essere ovunque. Stava cercando un nano ago in un pagliaio.

A Baltimora, Force si stava sistemando i cuscini come faceva ogni sera prima di indossare i panni di “nob” e portarsi su Silk Road. Per le prime due settimane, Nob ha portato avanti il suo grande piano di investimenti sulla Via della Seta. Ma DPR ha rifiutato, dicendo essenzialmente: Questa operazione è più grande di quanto pensi. E così è stato, perché Silk Road ha funzionato molto bene. La solida gestione di DPR stava dando i suoi frutti. Per proteggersi dai truffatori Dread Pirate Roberts ha creato un deposito a garanzia di Silk Road, dove tutte le transazioni sarebbero state conservate fino al regolamento. In sostanza la transazione era garantita dal fatto che i soldi venivano sbloccati solo al ricevimento della merce, DPR voleva creare quello che chiamava un “centro di fiducia”, ed è stata questa struttura di pagamento centralizzata che ha consentito a Silk Road di decollare davvero.

Quindi, quando Nob si offrì di acquistare l’operazione, DPR rispose con un prezzo piuttosto alto: 1 miliardo di dollari. Nob lo derise. Ma in realtà il valore indicato da DPR potrebbe essere stato anche basso; l’entità delle commissioni di Silk Road per il successivo anno qualificherebbe infatti DPR come uno dei maggiori imprenditori del secondo boom di Internet. Inoltre, disse a Nob, “questo è più di un business per me. È una rivoluzione e sta diventando il lavoro della mia vita”. In sostanza, DPR si trovò di fronte al classico dilemma del fondatore. “Non sarebbe facile passare il testimone senza danneggiare l’impresa“, ha scritto a Nob. “E in questo momento per me questo è più importante dei soldi.“

L’ Agente Force, tramite il suo pseudonimo su Silk Road ha mantenuto viva la comunicazione con DPR parlando della creazione di un sito parallelo per i cartelli, una versione pro chiamata Masters of Silk Road. Ha trascorso molte notti, creando una sorta di cameratismo con DPR attraverso l’intimità di TorChat. A volte sembravano ragazzini del college che si conoscevano nel dormitorio delle matricole. Ma DPR faceva molta attenzione dal fornire eventuali informazioni compromettenti al suo interlocutore. Force riconobbe che era tutto un gioco pericoloso. Sapeva come potevi cambiare. Lo poteva già vedere in DPR. Il problema dell’assumere una nuova identità è che è fondamentalmente una bugia. Al mondo in un primo momento. E poi a te stesso.

Mentre Silk Road diventava un vero mercato globale, DPR si dilettava nel suo ruolo di leader ed evangelista libertario. Creò un club del libro, dove gli utenti potevano perfezionare i loro dogmi dai testi sacri dello stesso von Mises. Ha parlato più di un futuro prossimo in cui i nostri attuali governi sembrerebbero storia antica, insieme ai “faraoni” e ai loro “eserciti di schiavi”. Ha elogiato i fedeli della Via della Seta per essere in prima linea nella rivoluzione. “Grazie”, ha detto DPR, “per la vostra fiducia, fede, cameratismo e amore”. Ha offerto loro “abbracci, non droghe”, poi lo ha modificato: “aspettate, abbracci E droghe!”

La comunità ha risposto a tono, paragonando DPR a Che Guevara, definendolo un “creatore di posti di lavoro” e dichiarando che il suo nome sarebbe sopravvissuto “tra i più grandi uomini e donne della storia”. Silk Road era diventato un marchio di culto, con decine di migliaia di utenti fanatici. E DPR era il loro Steve Jobs. L’Agente Force sotto copertura percepì la crescente fiducia di DPR nei suoi confronti, ormai gli parlava da un anno, cogliendo la personalità e la passione di DPR. Parlavano di lavoro: aggiustamenti dei siti, lo strano “crollo festivo” nelle vendite di farmaci, i problemi delle risorse umane di un posto di lavoro clandestino di telelavoro. Questo è stato un grosso problema. Per crescere, ha detto DPR, ha dovuto costruire una forte forza lavoro. Un leader ha bisogno di supporto per potersi concentrare sul futuro.

“Voglio solo farti sapere che il tuo lavoro non è passato inosservato“, ha scritto DPR a Chronicpain, alias Curtis Green, il nonno mormone di Spanish Fork, Utah. “Vorrei offrirti un posto.”

Green era su Silk Road da un po’ di tempo e aveva scelto quel soprannome a causa del suo dolore cronico, causato da un infortunio alla schiena che aveva subito mentre lavorava come paramedico. Per quanto riguarda la disabilità, Green era diventato un farmacologo dilettante, imparando i dettagli degli oppiacei. Green è sempre stato un tipo da hobbista, fin dai tempi del liceo con la sua ossessione per le radio trasmittenti, con cui parlava con sconosciuti in tutto il mondo, compresi gli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale. Silk Road ha soddisfatto il suo desiderio di comunità e complessità tecnica, combinando i computer con il suo interesse per un “uso sicuro delle droghe”. Con l’approvazione di DPR, Green ha avviato il forum sulla salute e il benessere di Silk Road, dove ha consigliato alle persone come sniffare l’efedrina, ha messo in guardia contro il Fentanyl per i non iniziati e ha spiegato a qualcuno che non è una buona idea iniettarsi burro di arachidi o sparare eroina nel bulbo oculare. .

Quando la diligente moderazione del forum di Green si è trasformata in un’offerta di lavoro da parte di DPR, questo era elettrizzato. DPR ha inviato una descrizione del lavoro, che includeva il servizio clienti e la reimpostazione delle password. Green (assumendo il nuovo ruolo di amministratore, Flush) lavorava 80 ore a settimana, mediando le controversie sulla vendita di droga dalla sua poltrona, con Fox News in sottofondo. Green ha inoltrato un preoccupante reclamo al servizio clienti da parte di una donna il cui fratello era andato in overdose con l’eroina di Silk Road e ha osservato che con il sistema attuale, i bambini potrebbero utilizzare il sito. Forse quella era un po’ troppa libertà, ha detto Green. Ma DPR esplose: “QUESTA È TUTTA LA MIA IDEA!” Qualsiasi costrizione distruggerebbe il concetto fondamentale, ha detto, e ha rifiutato qualsiasi assistenza per la sorella in lutto. Eppure Green rimase, nonostante l’insensibilità e le contraddizioni etiche, diventando uno dei dipendenti più fidati di Silk Road.

Su Silk Road, tuttavia, la fiducia è arrivata solo fino a un certo punto. DPR ha richiesto una scansione della patente di Green. Era una prova di lealtà. Green ha obbedito, anche se questo lo ha smascherato consentendo a DPR di rimanere nell’ombra. Come Force, Green sentiva di aver stabilito un bel legame con i partner di DPR in un mondo segreto. Ma non tutti i segreti sono partnership. Non importa quanto Green, Force o chiunque altro fosse arrivato vicino a DPR, nessuno aveva idea di chi fosse.

— SEGUE PARTE 3 —

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Appassionato di Tecnologia si occupa di computer ed internet da più di 30 anni iniziando ad esplorare la rete dagli albori dei collegamenti in Italia. Videogiocatore da sempre, tramite diversi pseudonimi ha gestito blog, forum e siti web tematici e contribuito alla creazione di social network incentrati su videogames e tecnologia in genere. Collabora con alcune testate giornalistiche online su tematiche di sicurezza informatica, sviluppo web e creazione di applicazioni desktop e mobili sia per il gaming che per la gestione aziendale.

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